L‘inflazione sarà un problema, ma non il peggiore
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Analisi del dollaro dopo la riunione della Fed

La scorsa settimana si è svolta la riunione della Fed che ha dato diverse indicazioni sulla sua futura politica monetaria. Non parlerò di quali siano, l’ho già fatto in questo articolo "L‘inflazione sarà un problema, ma non il peggiore". Oggi mi limiterò ad analizzare il dollaro americano per capirne il futuro andamento.

Di seguito potete vedere il grafico del Dollar Index (DXY).

Il Dollar Index, per chi non lo sapesse, è un indice che misura la forza del dollaro nei confronti di un paniere di altre sei valute. In sostanza, un deprezzamento dell’indice indica un indebolimento del biglietto verde. Al contrario, una salita del Dollar Index evidenzia un rafforzamento del dollaro americano.

Le sei valute sono:

  • Euro: peso nell’indice pari al 57,6%;
  • Yen giapponese: peso nell’indice pari al 13,6%;
  • Sterlina inglese: peso nell’indice pari al 11,9%;
  • Dollaro canadese: peso nell’indice pari al 9,1%;
  • Corona svedese: peso nell’indice pari al 4,2%;
  • Franco svizzero: peso nell’indice pari al 3,6%.

Questo indicatore è stato creato a marzo 1973, quando molti dei maggiori Paesi del mondo permisero alle proprie divise di oscillare liberamente le une nei confronti delle altre. Il valore iniziale venne fissato a 100.

Dal grafico si evincono un paio di cose. Il forte calo da marzo 2000 a gennaio 2001 a causa di una maggiore immissione di liquidità nei mercati da parte della Fed per contrastare a crisi dovuta al Covid-19. La successiva fase di lateralizzazione che nelle ultime settimane (esattamente da giugno 2021) è diventata più stretta, tra $92 (supporto) e $ 93,50 (resistenza).

Questo è dovuto al fatto che nella riunione di giugno della Fed per la prima volta Powell ha parlato di tapering, che, come abbiamo visto nei giorni scorsi, è probabile che venga introdotto con la prossima riunione della Fed di inizio novembre (2-3 novembre). Anche se con Powell tutto è possibile; è capace di dire una cosa e cambiare completamente idea la settimana dopo.

Il tapering, è il graduale rallentamento degli acquisti di assets su larga scala (generalmente obbligazioni) di una banca centrale.

Il tapering dovrebbe (uso sempre il condizionale) dare una spinta rialzista al dollaro, anche in virtù del fatto che, in base a quanto affermato da Powell, finirebbe entro metà del prossimo anno e non, come inizialmente ipotizzato, entro fine 2022 (quindi a una velocità doppia di quello che si pensava). Aspetto questo da non sottovalutare.

Una precisazione. Il tapering che intende attuare Powell riguarda solo l’aumento di liquidità immessa dalla Fed per contrastare gli effetti della pandemia, non tocca il programma del QE (Quantitative Easing).

Che da giugno a oggi qualcosa sia cambiato lo si può vedere anche dal COT.

Dollar Index COT posizione netta (SpreadCharts.com)

Infatti, da giugno a fine settembre, la posizione netta degli “Speculators” è passata da -453 a poco oltre 25k. Quindi già una buona parte di loro si è posizionata long sul dollaro.

Per concludere, non bisogna dimenticare i tassi d’interesse. Nella riunione di settembre, per la prima volta la Fed ha programmato un rialzo dei tassi di 25 punti base già nel 2022. Anche se questo, per tutti coloro che utilizzano i futures del Fed Funds Rate, era un evento molto probabile già da diverse settimane prima.

Conclusioni. La Fed ha ipotizzato l’introduzione del tapering che dovrebbe avvenire dopo la prossima riunione del 2-3 novembre (quindi, occhio ai dati su lavoro della prossima settimana, gli ultimi prima del meeting). Questo sempre se Powell non cambierà idea.

A questo punto bisognerà vedere cosa faranno le altre banche centrali a cominciare dalla BCE. Se queste proseguiranno, come al momento pare probabile, con i loro stimoli, allora assisteremo a un apprezzamento del dollaro con rottura del livello di $93.50, che corrisponderebbe a una rottura al ribasso di 1,17 di Eur-Usd.

Se invece la Lagarde annuncerà anche lei il tapering nella prossima riunione della BCE, è probabile che assisteremo al continuo della lateralizzazione del Dollar Index tra $ 92 (o più ampiamente $90) e $93,50. Ma al momento questa è l’ipotesi meno probabile.

La scorsa settimana si è svolta la riunione della Fed che ha dato diverse indicazioni sulla sua futura politica monetaria. Oggi analizzerò il dollaro americano per capirne il futuro andamento

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